More servicesWindows Live
HomeHotmailSpacesOneCare
 
MSN
Sign in
 
 
Spaces home  COORDINAMENTO STUDENTESC...PhotosProfileFriendsMore Tools Explore the Spaces community

COORDINAMENTO STUDENTESCO

COLLETTIVO DEGLI STUDENTI MEDI DI SINISTRA.
View space
Silvana
View space
likelike
View space
barış
View space
pietro
View space
pLiCo
View space
Cento Passi
View space
Oriano
View space
gabriella

November 22

manifestazione anitfascista, scendi in piazza con noi!!

    28 novembre 1977 - 28 novembre 2007

un percorso verso una città antifascista che dura da 30 anni,
dalla brutale uccisione di un ragazzo di Bari Vecchia appena diciottenne,
Benedetto Petrone
, da parte di una squadraccia missina.

 

il 28 novembre gli studenti e le studentesse, gli universitari e le universitarie, i cittadini e le cittadine tutti/e, ribadiranno la loro opposizione alla violenza e al neo-fascismo.
 


PER UNA CITTA' ANTIFASCISTA
PER UNA CITTà DEMOCRATICA


 
PARTECIPA ANCHE TU ALLA MOBILITAZIONE

corteo cittadino ore 9.30  PIAZZA UMBERTO
per ricordare Benny, per manifestarCI ancora come città di solidarietà e di pace,

SCENDI IN PIAZZA CON IL COORDINAMENTO STUDENTESCO.

 

 

 

 

www.coordinamentostudentesco.spaces.live.com
Gabriella 3204278417

bennyvive.myblog.it

 

November 13

verso il 16 NOVEMBRE--piattaforma

16 16 Novembre 2007 – raccogliendo l’appello alla mobilitazione internazionale lanciato dal World Social Forum di Nairobi

 

 

Siamo studentesse e studenti convinti che un altro mondo sia possibile, siamo studentesse e studenti convinti che il sapere sia il più grande strumento di cambiamento della società, siamo convinti che il confine tra il sapere e il non sapere sia la linea di divisione tra l’inclusione e l’esclusione, e che in un Paese con un così alto livello di immobilità sociale, in cui i figli dei medici fanno i medici, i figli degli avvocati diventano avvocati e i figli degli operai diventano precari, sia necessario cambiare, cambiare la società a partire da scuole e università.

 

 

NON SIAMO NUMERI, NON SIAMO CHIUSI

 

Siamo un fiume in piena, di idee e speranze, non siamo numeri, siamo persone, non ci possono chiudere, recintare, impedire. Vogliamo sapere, conoscere, imparare, scegliere.

Rifiutiamo il numero chiuso e ogni forma di selezione all’ingresso.

Giustificano il numero chiuso con motivazioni che vengono relative all'erogazione più efficace dei servizi e alla occupabilità degli studenti. In realtà così facendo nascondono la mancanza di investimenti e occultano un tentativo di mantenere in vita caste chiuse e inaccessibili ai più, facendo dell’università un luogo di conservazione del sapere e quindi del potere.

Crediamo che un test di qualche ora non possa valutare le reali capacità di uno studente e che qualche domanda a risposta multipla non possa segnare la vita di un ragazzo, negando l’accesso a  quello che avrebbero avuto piacere di studiare.

Crediamo debbano aumentare le strutture e i docenti, non diminuire gli studenti.

 

Chiediamo l’immediata abolizione del numero chiuso per i corsi di laurea in cui, aggirando forzatamente le norme di legge, l’Università degli Studi di Bari ha istituito il numero chiuso, vogliamo che vengano aperte le porte per accedere a:

·    Educazione Professionale Disagio Devianza Marginalità Ba- Ta

·    Scienze della comunicazione – Ba - Ta

·    Scienze formazione primaria

·    Scienze e tecniche psicologiche

·    Biologia ambientale

·    Biologia cellulare e molecolare

·    Informatica e com. Digitale – Ba - Ta

·    Scienze biosanitarie

·    Scienze e tecnologie della moda

·    Corsi di laurea specialistica nelle professioni sanitarie

·    Corsi di laurea specialistica presso la facoltà di scienze della formazione

·    Corso di laurea specialistica in scienze pedagogiche

·    Corso di laurea specialistica in programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi

·    Corso di laurea specialistica in scienze dell'educazione degli adulti e della formazione continua

·    Corso di laurea specialistica in scienze della comunicazione sociale, istituzionale e politica

·    Corso di laurea specialistica in comunicazione e multimedialita'

·    Corso di laurea specialistica in psicologia dell'organizzazione e della comunicazione

·    Corso di laurea specialistica in psicologia clinica dello sviluppo e delle relazioni

 

Da tempo nell’università di Bari dilaga la questione morale, compravendita di esami, scandali a luci rosse, parentopoli, in ultimo il caso dei test truccati. In un Ateneo che a volte sembra un’azienda a conduzione familiare, in cui i nomi dei docenti sono sempre gli stessi, lo scandalo dei test di medicina è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

L’università combatte l’illegalità se uno studente fotocopia un libro per sostenere un esame, e non persegue i docenti che violano la legge e che difendono le loro cattedre tramandandole di padre in figlio come Enrico IV cedeva il trono a suo figlio Enrico V.

 

Il caso dei test del 4 e 5 settembre, su cui le indagini sono ancora in corso  infatti, mettono in dubbio non già l'onestà del singolo ma, soprattutto, l'intero sistema come metodo di futura valutazione.

Abbiamo con forza sostenuto l’annullamento della prova, siamo stati smentiti dal TAR, continuiamo a credere che sarebbe stato un importante elemento di discontinuità contro corruzione e illegalità. Annullare la prova era la scelta giusta e necessaria.

Visto l’accaduto, per cercare di limitare le evidenti ineguaglianze ed ingiustizie di cui saranno oggetto coloro iscritti nelle graduatorie del test di Medicina e Chirurgia, noi chiediamo con forza l'allargamento del numero di ammessi ai corsi di laurea di medicina e odontoiatria, anche in considerazione delle domande sbagliate presenti nella prova, oltre che di una graduatoria che in vista di future ulteriori esclusioni possa variare continuamente nel corso dell’anno accademico.

 

Il problema del numero chiuso è inevitabilmente connesso al tema degli spazi. Troppo spesso il numero programmato viene attivato per coprire lacune e mancanze dell’università e dei Governi che disinvestono in finanziamenti e in strutture adeguate al numero degli studenti e alle necessità di una didattica di qualità. Chiedono agli studenti di adeguarsi alle loro mancanze, di rinunciare al corso di studi cui intendono iscriversi. Crediamo che debbano aumentare le strutture e i docenti e non diminuire gli studenti.

Per questo chiediamo che venga realizzato un piano straordinario e urgente di investimenti per risolvere tali problemi di inadeguatezza di aule, isole didattiche, biblioteche, laboratori, in tutte le facoltà di Bari (in particolare Scienze della Formazione) e per le sedi distaccate di Taranto e Brindisi.

 

 

 

Un’ALTRA SCUOLA E’ POSSIBILE

 

Noi student* nelle scuole baresi soffriamo particolarmente quel disagio diffuso che si vive in tutte le scuole italiane. Siamo convinti di vivere in un contesto che seppur riceva tanto ogni giorno da noi student*, non ci restituisce in servizi, saperi e opportunità quello che ci spetta.

 

Ci ritroviamo in un sistema scolastico regolato da una legge vecchia di più di 20 anni, e che non tiene ancora conto delle trasformazioni del mondo e della società, in tutti i suoi aspetti. L’attuale legge regionale sul diritto allo studio, non tiene ancora conto della molteplicità di culture che attraversa il nostro territorio, che non permette la reale integrazione di tutti i giovani in età dell’obbligo, e che è ancora distante dal considerare politiche di inclusione; politiche che proprio nel periodo dei “nuovi fantasmi” (il bullismo, la criminalità, la convivenza…) dovrebbero essere alla base di una società che si definisce multietnica e culturalmente avanzata.

È una legge che non è ancora in grado di riconoscere parametri efficaci per l’assegnazione delle borse di studio, e che non è in grado neanche di coprire economicamente le relative esigenze.

Non esistono finanziamenti mirati a tamponare il costante caro-libri, primo e concreto segnale del costo della conoscenza, le borse di studio per tutti gli studenti che ne hanno diritto, non vengono messe a disposizione abbastanza risorse per risanare tutti i problemi strutturali che costringono la nostra vita nelle scuole ad una precarietà ed un disagio costanti, né tanto meno per permettere a tutti gli studenti un reale diritto alla mobilità, sia in città che fuori!

 

È la nostra, una città dove non esistono in alcun modo mezzi di integrazione e di socializzazione per i giovani,  che permettano anche a noi studenti medi di sentirci cittadini, di poter dimostrare le nostre capacità, di liberare la nostra arte e la nostra creatività! Non esistono spazi dove incontrarsi, discutere, leggere, vedere un film, suonare o ascoltare musica liberamente, o semplicemente riuscire ad accedere a tutta quelle forme di sapere che l’istruzione formale non ci sa ancora trasmettere.

 

Siamo student* che non vogliono bollare episodi di violenza come semplice bullismo o vandalismo, ma che sono convinti che dietro ad ogni manifestazione di prepotenza, fuori e dentro la scuola, ci sia una profonda ragione umana, sociale ed economica a condizionare tale atteggiamento. Non possiamo accettare che per una qualsiasi infrazione disciplinare, uno studente venga allontanato definitivamente dalla scuola e abbandonato a se stesso. Non vogliamo una scuola ed uno stato repressivi che rispondono alla forza e alla criminalità giovanile, con il militarismo, o con la repressione, perché crediamo in una scuola che sia luogo di inclusione e di partecipazione, non di esclusione e rappresaglia punitiva…

 

È per questo che vogliamo:

 

-     l’approvazione della proposta di legge regionale sul diritto allo studio

 

-     il ritiro dei decreti Fioroni sull’inasprimento delle sanzioni dello Statuto degli studenti e delle studentesse, una modifica condivisa con gli studenti sulla reintroduzione degli esami di recupero a settembre. è necessario che vi siano corsi di recupero obbligatori e non facoltativi in ogni scuola appunto per preservare il diritto all’istruzione.

 

-         Riteniamo necessario che l’aumento dei contributi scolastici per l'acquisto di libri. In due anni  vengono ridotti i contributi alle famiglie indigenti infatti del 30%.

 

 -                       Vogliamo l’eliminazione del decreto che permette alle fondazioni cioè ai privati di entrare negli organi di decisione della scuola. Se i soldi pubblici venissero sostituiti da quelli privati, si creerebbero inevitabilmente scuole di serie A e scuole di serie B .È evidente infatti che non vi sia stato un  reale cambiamento rispetto alla riforma vigente durante il governo Berlusconi, la riforma Moratti, ma anzi aumentano vertiginosamente i soldi alle private.

 

-     che i fondi per l’edilizia scolastica vengano triplicati, e che venga istituito un tavolo di monitoraggio tra la Provincia e le associazioni di rappresentanza della scuola per individuare facilmente le urgenze di intervento

 

-     il ritiro delle “truppe” dalle scuole come deterrente repressivo alla criminalità giovanile, e l’individuazione di nuovi mezzi di recupero delle situazioni di disagio dei giovani

- una scuola laica pubblica e democratica

 

 

 

 

PRIVATA L’UNIVERSITA, PRIVATI GLI STUDENTI

 

Se alcune barriere si moltiplicano e si trasformano, altre restano sempre uguali ed irrisolte: le barriere materiali di cui la costituzione prevedrebbe l’abbattimento sono sempre lì. Tasse, libri, trasporti, costi sempre più elevati per l’accesso a una università che vorrebbe e dovrebbe essere pubblica; un’università che viene di fatto privatizzata a fronte delle enormi spese che essa comporta. Abbiamo di fronte un’università privata dunque, nell’accezione del participio presente del verbo privare, una università che vogliamo fortemente pubblica e aperta.

Quindi lo Stato e la Regione Puglia devono intervenire per ottenere, come prevede la Costituzione della Repubblica Italiana, erogando le borse sulla base di merito e reddito, la copertura del 100% delle borse di studio e successivamente l’ampliamento dei criteri di reddito per aumentare la platea dei beneficiari.

Se la copertura media delle borse di studio a livello regionale è salita al di sopra del 60% - che è ancora troppo poco, ma pur sempre un passo avanti – a Bari siamo fermi a prima dell’elezione del Presidente Vendola, dal quale ci aspettavamo molto di più. Crediamo sia finito il tempo delle attese e delle speranze, non ci fermeremo nella mobilitazione fino a:

  • raggiungimento del 100% della copertura delle borse di studio
  • nessun finanziamento al prestito d’onore
  • apertura di nuovi collegi
  • attivazione di una convenzione che riduca del 50% il costo dei trasporti per gli studenti pendolari

 

 

i saperi a BARI: bene COMUNE

 

Bari è una città cui i tanti studenti e studentesse danno molto, ricevendo in cambio troppo poco, quasi nulla in termini di spazi, cultura, stimoli. Questi stimoli sono il motore della crescita culturale, economica e sociale della città; crediamo pertanto che una città nella quale non si investa in istruzione e cultura sia una città senza prospettive.

 

Crediamo quindi che sia necessario costruire un sistema di welfare municipale per l’accesso ai saperi rivolto a tutti gli studenti della città di Bari. Crediamo che nella società della conoscenza, i diritti di cittadinanza si realizzino in base alla possibilità di accedere a saperi e conoscenze, e che proprio i saperi e le conoscenze per il ruolo che rivestono, vadano liberati da ogni forma di barriera escludente. Crediamo che il Comune di Bari, anche relazionandosi con altri enti locali, e soprattutto in collaborazione con le scuole e le università baresi, realizzi una carta, che mediante delle convenzioni con enti pubblici o privati, consenta a studenti medi ed universitari che studiano nel territorio del comune di Bari di accedere gratuitamente a cinema, teatri, mostre, musei, e una riduzione pari al costo dell’IVA sui consumi culturali quali libri, CD, VHS e DVD.

 

Tale carta, dovrebbe essere rivolta non solo agli studenti che hanno la residenza a Bari, bensì a tutti coloro che studiano nelle scuole secondarie superiori del nostro Comune, e agli iscritti dell’Ateneo degli Studi di Bari e del Politecnico di Bari. Si tratta, infatti di un intervento teso a dare autonomia a tutti coloro che sul nostro territorio comunale si formano, ma che privi di un reddito, o costretti a lavorare per pagarsi gli studi, difficilmente si concedono il costoso accesso ai canali informali del sapere, quelli esterni alle già costosissime scuole ed università per le quali noi studenti spendiamo migliaia di euro l’anno tra tasse, libri, trasporti, pranzi.

 

  • La realizzazione di una convenzione per i cinema, teatri e musei che preveda la totale gratuità degli eventi culturali;
  • La realizzazione di una convenzione con i pubblici esercenti (librerie, negozi di musica, videoteche) che preveda la riduzione del prezzo pari al costo dell’iva prevista per ciascun articolo;
  • La realizzazione di convenzioni con i gestori di eventi culturali che garantisca la fruibilità e l’accesso agli spettacoli cinematografici, teatrali, musicali per le studentesse e gli studenti.

 

 

Proprio perché il nostro Comune rappresenta oggi un centro importante per i fuorisede, una politica di maggiore incisività sul tema degli affitti e del mercato nero deve rappresentare una priorità per la Giunta comunale.

Servono politiche coordinate tra le università baresi e il Comune per monitorare la situazione della disponibilità di alloggi, dare supporto legale e non agli studenti che si trasferiscono a Bari, promuovere le forme contrattuali più agevoli, e non reprimere il mercato nero colpendo gli studenti, che sono le vere vittime di un sistema di illegalità che li priva di diritti e tutele sulla casa.

 

Promuovono:

Collettivo di Lettere e Filosofia

Coordinamento Studentesco

Mutua Studentesca

Unione degli Studenti

Unione degli Universitari

Università Democratica

 

Aderiscono:

Giovani Comunisti

Giovani MargheritaSinistra Giovanile

November 01

Discussione su RIUNIONE IN TAVERNA VIA NICOLAI BARI

 

Citazione

RIUNIONE IN TAVERNA VIA NICOLAI BARI
RIUNIONE IN TAVERNA VIA NICOLAI BARI
Tenuto da: COORDINAMENTO STUDENTESCO
Data e ora: venerdì 2 novembre 2007 alle 18.30
Nome località: TAVERNA VIA NICOLAI
Visualizza l'evento su Windows Live Spaces

volantino antifascista verso il 28 NOVEMBRE

TRA IL 1946 E IL 1948 LE FORZE LIBERALI, REPUBBLICANE, SOCIALISTE, COMUNISTE E CRISTIANE DEL NOSTRO PAESE SI RIUNISCONO NELL’ASSEMBLEA COSTITUENTE PER DARE UNA CARTA COSTITUZIONALE ALLA GIOVANE E FRAGILISSIMA REPUBBLICA ITALIANA. GLI INTENTI COMUNI SONO RELATIVAMENTE POCHI, MA BEN SALDI E CHIARI: LA FIDUCIA IN UN SISTEMA DEMOCRATICO E L’ANTIFASCISMO.

L’ITALIA E’ DA POCO USCITA DA UN VENTENNIO DI DEVASTAZIONI CAUSATE DAL REGIME MUSSOLINIANO, IN CUI I VALORI DEMOCRATICI ERANO STATI ANNIENTATI, L’ECONOMIA PROSTRATA DA UN’AUTARCHIA SUICIDA, LA POPOLAZIONE ANNICHILITA DA UNA GUERRA INSOSTENIBILE.

LA LEGGE SCELBA, CHE PRENDE IL NOME DA UN MINISTRO DEMOCRISTIANO CONSERVATORE E VIETA LA RICOSTITUZIONE DI UN PARTITO MUSSOLINIANO, E’ L’ESEMPIO TANGIBILE DELLA REPULSIONE CAUSATA DALL’IDEOLOGIA FASCISTA NEGLI ITALIANI.

CIO’ NONOSTANTE LA FORMAZIONE DI NUOVI SOGGETTI POLITICI PARALLELI DI STAMPO SPUDORATAMENTE SQUADRISTA NON SI BLOCCA. AL CONTRARIO, AUMENTANO GLI INTRECCI CON AMBIENTI CHE PROFESSANO LA COSIDDETTA STRATEGIA DEL TERRORE (PARADOSSALMENTE, PER RIPORTARE L’ORDINE NEL PAESE), NON ESITANDO A LEGARSI A DOPPIO FILO CON COSCHE MAFIOSE E CAMORRISTICHE (COME NEL CASO DEL PRINCIPE BORGHESE). PIAZZA DELLA LOGGIA, PIAZZA FONTANA, L’ITALICUS, LA STAZIONE DI BOLOGNA, SONO L’ESEMPIO DELL’ORDINE FASCISTA, UN ORDINE CHE COLPISCE NEL MUCCHIO, I PIU’ DEBOLI, INDISTINTAMENTE.

PERCHE’ IL FASCISMO E’ ANCHE QUESTO, OLTRE AI PESTAGGI BRUTALI CHE MIETONO VITTIME, COME BENEDETTO PETRONE…

ANTIFASCISTI. ORA. SEMPRE.

UN DOVERE MORALE.

 
October 28

CONSIDERAZIONI SUL 20 OTTOBRE

 

 

Che cosa è stato il 20 ottobre?

A chi mi ha posto questa domanda in primis ho sbrodolato saccentemente tutto l’appello.

Quando ormai ero lontana da quell’interlocutore, mi sono soffermata su tutto quello che ha suscitato in me.

Camminando, lieve, il pensiero non mi ha abbandonata ma al contrario mi ha assediata.

“Ci penserò domani” mi dico in quel momento, ma la notte buia non passa e le immagini sfrecciano ripetutamente tra i miei pensieri.

Il 20 ottobre, sebbene fossimo molto scettici, si è rilevato un punto d’arrivo per le forze della nostra neonata e fragile rete ma soprattutto un punto d inizio.

 Eravamo sul bus e si pensava al futuro. “Occupazioni? Mobilitazioni? Volantini? Si organizziamoci” ci dicevamo.

Il 20 ottobre ci ha mostrato la possibilità reale che abbiamo di sperare, costruire, rivendicare, ballare, strillare, far politica tutti insieme.

Il 20 ottobre adesso ci mostra che l’unità che viviamo qui a Bari, noi compagni  e compagne d’appartenenze partitiche diverse (e non) ma uniti/e da un sentimento di sinistra, è possibile ovunque.

In tutta quell’Italia che amiamo e che desideriamo necessariamente a  sinistra, attendiamo l’attivazione di quel  motore capace di fare funzionare e attuare una serie di riforme verso quel mondo che ritengo più che possibile.

Quel motore compagni e compagne esiste e conta un milione di persone.

Il 20 ottobre ha risposto alle nostre profonde incertezze”compagni/e non siamo affatto soli!”.

È stato una fiamma, una speranza.

Custodiamone e accresciamone il fuoco compagni e compagne, la sua essenza.

 

Gabriella

 

Una selva. Ecco lo spettacolo che mi si è presentato davanti agli occhi una volta arrivato insieme ai miei compagni al punto di partenza del corteo. Selva di corpi. Selva di cuori. Selva di bandiere. Bandiere rosse! Quante ce n'erano sabato? Tante, quanti quelli che c'erano, e anche quanti non hanno potuto, ma ci credevano. Quanti non hanno dato il loro contributo fisico, forse proprio perché rischiavano di perdere il lavoro, perché sottostanti a contratti inaccettabili dal punto di vista economico, dal punto di vista UMANO.

Certo, eravamo tutti lì per un unico motivo, molto semplice, troppo legittimo. PRETENDERE UNA VITA MIGLIORE. Quanti ragazzi e ragazze incontro sul treno, la vita annullata, la corsa all'Ikea, disperata... Non voglio un futuro così, non voglio un loro presente così.

Non ci sto. E sabato eravamo un bel pò a non starci. Eravamo un tutt'uno, un unico respiro e un unico grido, una vera famiglia, a prescindere dalla sigla che ci portiamo in tasca, nel nostro portafoglio, ammesso di averne una.

Porterò per sempre con me quel rosso, quella gioia, quell'entusiasmo, mi servirà, per continuare. Continuare a sperare, continuare a pensare. Continuare a vivere.

Alessandro.

 

Car* compagn*,
dopo esattamente 8 giorni dalla manifestazione a Roma del 20 ottobre mi trovo qui a scrivere alcune considerazioni su un evento d’importantissima rilevanza per il popolo della sinistra, che con gran voglia di partecipazione è sceso in piazza a manifestare per i diritti civili, per sottolineare la laicità dello stato, per chiedere una maggiore tutela del mondo del lavoro, afflitto purtroppo dal gravoso problema della precarietà. Il 20 ottobre è stata una data di rilevante importanza poiché ha segnalato al governo le reali necessità di un popolo, che a gran voce ha ostentato i numerosi problemi che sono ormai da tempo presenti nella società e nelle istituzioni del nostro paese. Non era una manifestazione contro il governo, come molti della destra hanno detto, bensì un modo in cui il popolo della sinistra ha esortato il governo a compiere delle scelte di sinistra.
Come citava Liberazione di domenica scorsa, ora sta al governo sapere ascoltare il grido che con granclamore si è levato da quel milione di persone che sfilava per le strade di Roma.
 
Alessio

 

Premetto che quella del 20 ottobre 2007 per me è stata la prima manifestazione nazionale alla quale prendo parte. Precisato ciò, penso che ci sia solo una parola per esprimere ciò che penso: MITICO! La manifestazione del 20 mi ha mostrato quanto noi compagni siamo uniti tra noi, e penso che questa dimostrazione sia stata data al mondo intero; non c'è stata distinzione di partiti o di sindacati o di movimenti, eravamo un'unica squadra, un'unica Italia! C'è chi dice che le manifestazioni, specialmente quelle indette dalla sinistra, sono violente, si beve e si fuma; non si può dire che ciò non è accaduto, ma non si può neanche dire che tutti noi abbiamo manifestato per noi stessi contro chi ci vuole far dei torti! MITICA  MITICA  MITICA è l'unica cosa che si può dire.
                              
compagno Simone

 

 

 

 

View more entries
 
Benvenuto nel mio Spaces!