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    November 13

    verso il 16 NOVEMBRE--piattaforma

    16 16 Novembre 2007 – raccogliendo l’appello alla mobilitazione internazionale lanciato dal World Social Forum di Nairobi

     

     

    Siamo studentesse e studenti convinti che un altro mondo sia possibile, siamo studentesse e studenti convinti che il sapere sia il più grande strumento di cambiamento della società, siamo convinti che il confine tra il sapere e il non sapere sia la linea di divisione tra l’inclusione e l’esclusione, e che in un Paese con un così alto livello di immobilità sociale, in cui i figli dei medici fanno i medici, i figli degli avvocati diventano avvocati e i figli degli operai diventano precari, sia necessario cambiare, cambiare la società a partire da scuole e università.

     

     

    NON SIAMO NUMERI, NON SIAMO CHIUSI

     

    Siamo un fiume in piena, di idee e speranze, non siamo numeri, siamo persone, non ci possono chiudere, recintare, impedire. Vogliamo sapere, conoscere, imparare, scegliere.

    Rifiutiamo il numero chiuso e ogni forma di selezione all’ingresso.

    Giustificano il numero chiuso con motivazioni che vengono relative all'erogazione più efficace dei servizi e alla occupabilità degli studenti. In realtà così facendo nascondono la mancanza di investimenti e occultano un tentativo di mantenere in vita caste chiuse e inaccessibili ai più, facendo dell’università un luogo di conservazione del sapere e quindi del potere.

    Crediamo che un test di qualche ora non possa valutare le reali capacità di uno studente e che qualche domanda a risposta multipla non possa segnare la vita di un ragazzo, negando l’accesso a  quello che avrebbero avuto piacere di studiare.

    Crediamo debbano aumentare le strutture e i docenti, non diminuire gli studenti.

     

    Chiediamo l’immediata abolizione del numero chiuso per i corsi di laurea in cui, aggirando forzatamente le norme di legge, l’Università degli Studi di Bari ha istituito il numero chiuso, vogliamo che vengano aperte le porte per accedere a:

    ·    Educazione Professionale Disagio Devianza Marginalità Ba- Ta

    ·    Scienze della comunicazione – Ba - Ta

    ·    Scienze formazione primaria

    ·    Scienze e tecniche psicologiche

    ·    Biologia ambientale

    ·    Biologia cellulare e molecolare

    ·    Informatica e com. Digitale – Ba - Ta

    ·    Scienze biosanitarie

    ·    Scienze e tecnologie della moda

    ·    Corsi di laurea specialistica nelle professioni sanitarie

    ·    Corsi di laurea specialistica presso la facoltà di scienze della formazione

    ·    Corso di laurea specialistica in scienze pedagogiche

    ·    Corso di laurea specialistica in programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi

    ·    Corso di laurea specialistica in scienze dell'educazione degli adulti e della formazione continua

    ·    Corso di laurea specialistica in scienze della comunicazione sociale, istituzionale e politica

    ·    Corso di laurea specialistica in comunicazione e multimedialita'

    ·    Corso di laurea specialistica in psicologia dell'organizzazione e della comunicazione

    ·    Corso di laurea specialistica in psicologia clinica dello sviluppo e delle relazioni

     

    Da tempo nell’università di Bari dilaga la questione morale, compravendita di esami, scandali a luci rosse, parentopoli, in ultimo il caso dei test truccati. In un Ateneo che a volte sembra un’azienda a conduzione familiare, in cui i nomi dei docenti sono sempre gli stessi, lo scandalo dei test di medicina è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

    L’università combatte l’illegalità se uno studente fotocopia un libro per sostenere un esame, e non persegue i docenti che violano la legge e che difendono le loro cattedre tramandandole di padre in figlio come Enrico IV cedeva il trono a suo figlio Enrico V.

     

    Il caso dei test del 4 e 5 settembre, su cui le indagini sono ancora in corso  infatti, mettono in dubbio non già l'onestà del singolo ma, soprattutto, l'intero sistema come metodo di futura valutazione.

    Abbiamo con forza sostenuto l’annullamento della prova, siamo stati smentiti dal TAR, continuiamo a credere che sarebbe stato un importante elemento di discontinuità contro corruzione e illegalità. Annullare la prova era la scelta giusta e necessaria.

    Visto l’accaduto, per cercare di limitare le evidenti ineguaglianze ed ingiustizie di cui saranno oggetto coloro iscritti nelle graduatorie del test di Medicina e Chirurgia, noi chiediamo con forza l'allargamento del numero di ammessi ai corsi di laurea di medicina e odontoiatria, anche in considerazione delle domande sbagliate presenti nella prova, oltre che di una graduatoria che in vista di future ulteriori esclusioni possa variare continuamente nel corso dell’anno accademico.

     

    Il problema del numero chiuso è inevitabilmente connesso al tema degli spazi. Troppo spesso il numero programmato viene attivato per coprire lacune e mancanze dell’università e dei Governi che disinvestono in finanziamenti e in strutture adeguate al numero degli studenti e alle necessità di una didattica di qualità. Chiedono agli studenti di adeguarsi alle loro mancanze, di rinunciare al corso di studi cui intendono iscriversi. Crediamo che debbano aumentare le strutture e i docenti e non diminuire gli studenti.

    Per questo chiediamo che venga realizzato un piano straordinario e urgente di investimenti per risolvere tali problemi di inadeguatezza di aule, isole didattiche, biblioteche, laboratori, in tutte le facoltà di Bari (in particolare Scienze della Formazione) e per le sedi distaccate di Taranto e Brindisi.

     

     

     

    Un’ALTRA SCUOLA E’ POSSIBILE

     

    Noi student* nelle scuole baresi soffriamo particolarmente quel disagio diffuso che si vive in tutte le scuole italiane. Siamo convinti di vivere in un contesto che seppur riceva tanto ogni giorno da noi student*, non ci restituisce in servizi, saperi e opportunità quello che ci spetta.

     

    Ci ritroviamo in un sistema scolastico regolato da una legge vecchia di più di 20 anni, e che non tiene ancora conto delle trasformazioni del mondo e della società, in tutti i suoi aspetti. L’attuale legge regionale sul diritto allo studio, non tiene ancora conto della molteplicità di culture che attraversa il nostro territorio, che non permette la reale integrazione di tutti i giovani in età dell’obbligo, e che è ancora distante dal considerare politiche di inclusione; politiche che proprio nel periodo dei “nuovi fantasmi” (il bullismo, la criminalità, la convivenza…) dovrebbero essere alla base di una società che si definisce multietnica e culturalmente avanzata.

    È una legge che non è ancora in grado di riconoscere parametri efficaci per l’assegnazione delle borse di studio, e che non è in grado neanche di coprire economicamente le relative esigenze.

    Non esistono finanziamenti mirati a tamponare il costante caro-libri, primo e concreto segnale del costo della conoscenza, le borse di studio per tutti gli studenti che ne hanno diritto, non vengono messe a disposizione abbastanza risorse per risanare tutti i problemi strutturali che costringono la nostra vita nelle scuole ad una precarietà ed un disagio costanti, né tanto meno per permettere a tutti gli studenti un reale diritto alla mobilità, sia in città che fuori!

     

    È la nostra, una città dove non esistono in alcun modo mezzi di integrazione e di socializzazione per i giovani,  che permettano anche a noi studenti medi di sentirci cittadini, di poter dimostrare le nostre capacità, di liberare la nostra arte e la nostra creatività! Non esistono spazi dove incontrarsi, discutere, leggere, vedere un film, suonare o ascoltare musica liberamente, o semplicemente riuscire ad accedere a tutta quelle forme di sapere che l’istruzione formale non ci sa ancora trasmettere.

     

    Siamo student* che non vogliono bollare episodi di violenza come semplice bullismo o vandalismo, ma che sono convinti che dietro ad ogni manifestazione di prepotenza, fuori e dentro la scuola, ci sia una profonda ragione umana, sociale ed economica a condizionare tale atteggiamento. Non possiamo accettare che per una qualsiasi infrazione disciplinare, uno studente venga allontanato definitivamente dalla scuola e abbandonato a se stesso. Non vogliamo una scuola ed uno stato repressivi che rispondono alla forza e alla criminalità giovanile, con il militarismo, o con la repressione, perché crediamo in una scuola che sia luogo di inclusione e di partecipazione, non di esclusione e rappresaglia punitiva…

     

    È per questo che vogliamo:

     

    -     l’approvazione della proposta di legge regionale sul diritto allo studio

     

    -     il ritiro dei decreti Fioroni sull’inasprimento delle sanzioni dello Statuto degli studenti e delle studentesse, una modifica condivisa con gli studenti sulla reintroduzione degli esami di recupero a settembre. è necessario che vi siano corsi di recupero obbligatori e non facoltativi in ogni scuola appunto per preservare il diritto all’istruzione.

     

    -         Riteniamo necessario che l’aumento dei contributi scolastici per l'acquisto di libri. In due anni  vengono ridotti i contributi alle famiglie indigenti infatti del 30%.

     

     -                       Vogliamo l’eliminazione del decreto che permette alle fondazioni cioè ai privati di entrare negli organi di decisione della scuola. Se i soldi pubblici venissero sostituiti da quelli privati, si creerebbero inevitabilmente scuole di serie A e scuole di serie B .È evidente infatti che non vi sia stato un  reale cambiamento rispetto alla riforma vigente durante il governo Berlusconi, la riforma Moratti, ma anzi aumentano vertiginosamente i soldi alle private.

     

    -     che i fondi per l’edilizia scolastica vengano triplicati, e che venga istituito un tavolo di monitoraggio tra la Provincia e le associazioni di rappresentanza della scuola per individuare facilmente le urgenze di intervento

     

    -     il ritiro delle “truppe” dalle scuole come deterrente repressivo alla criminalità giovanile, e l’individuazione di nuovi mezzi di recupero delle situazioni di disagio dei giovani

    - una scuola laica pubblica e democratica

     

     

     

     

    PRIVATA L’UNIVERSITA, PRIVATI GLI STUDENTI

     

    Se alcune barriere si moltiplicano e si trasformano, altre restano sempre uguali ed irrisolte: le barriere materiali di cui la costituzione prevedrebbe l’abbattimento sono sempre lì. Tasse, libri, trasporti, costi sempre più elevati per l’accesso a una università che vorrebbe e dovrebbe essere pubblica; un’università che viene di fatto privatizzata a fronte delle enormi spese che essa comporta. Abbiamo di fronte un’università privata dunque, nell’accezione del participio presente del verbo privare, una università che vogliamo fortemente pubblica e aperta.

    Quindi lo Stato e la Regione Puglia devono intervenire per ottenere, come prevede la Costituzione della Repubblica Italiana, erogando le borse sulla base di merito e reddito, la copertura del 100% delle borse di studio e successivamente l’ampliamento dei criteri di reddito per aumentare la platea dei beneficiari.

    Se la copertura media delle borse di studio a livello regionale è salita al di sopra del 60% - che è ancora troppo poco, ma pur sempre un passo avanti – a Bari siamo fermi a prima dell’elezione del Presidente Vendola, dal quale ci aspettavamo molto di più. Crediamo sia finito il tempo delle attese e delle speranze, non ci fermeremo nella mobilitazione fino a:

    • raggiungimento del 100% della copertura delle borse di studio
    • nessun finanziamento al prestito d’onore
    • apertura di nuovi collegi
    • attivazione di una convenzione che riduca del 50% il costo dei trasporti per gli studenti pendolari

     

     

    i saperi a BARI: bene COMUNE

     

    Bari è una città cui i tanti studenti e studentesse danno molto, ricevendo in cambio troppo poco, quasi nulla in termini di spazi, cultura, stimoli. Questi stimoli sono il motore della crescita culturale, economica e sociale della città; crediamo pertanto che una città nella quale non si investa in istruzione e cultura sia una città senza prospettive.

     

    Crediamo quindi che sia necessario costruire un sistema di welfare municipale per l’accesso ai saperi rivolto a tutti gli studenti della città di Bari. Crediamo che nella società della conoscenza, i diritti di cittadinanza si realizzino in base alla possibilità di accedere a saperi e conoscenze, e che proprio i saperi e le conoscenze per il ruolo che rivestono, vadano liberati da ogni forma di barriera escludente. Crediamo che il Comune di Bari, anche relazionandosi con altri enti locali, e soprattutto in collaborazione con le scuole e le università baresi, realizzi una carta, che mediante delle convenzioni con enti pubblici o privati, consenta a studenti medi ed universitari che studiano nel territorio del comune di Bari di accedere gratuitamente a cinema, teatri, mostre, musei, e una riduzione pari al costo dell’IVA sui consumi culturali quali libri, CD, VHS e DVD.

     

    Tale carta, dovrebbe essere rivolta non solo agli studenti che hanno la residenza a Bari, bensì a tutti coloro che studiano nelle scuole secondarie superiori del nostro Comune, e agli iscritti dell’Ateneo degli Studi di Bari e del Politecnico di Bari. Si tratta, infatti di un intervento teso a dare autonomia a tutti coloro che sul nostro territorio comunale si formano, ma che privi di un reddito, o costretti a lavorare per pagarsi gli studi, difficilmente si concedono il costoso accesso ai canali informali del sapere, quelli esterni alle già costosissime scuole ed università per le quali noi studenti spendiamo migliaia di euro l’anno tra tasse, libri, trasporti, pranzi.

     

    • La realizzazione di una convenzione per i cinema, teatri e musei che preveda la totale gratuità degli eventi culturali;
    • La realizzazione di una convenzione con i pubblici esercenti (librerie, negozi di musica, videoteche) che preveda la riduzione del prezzo pari al costo dell’iva prevista per ciascun articolo;
    • La realizzazione di convenzioni con i gestori di eventi culturali che garantisca la fruibilità e l’accesso agli spettacoli cinematografici, teatrali, musicali per le studentesse e gli studenti.

     

     

    Proprio perché il nostro Comune rappresenta oggi un centro importante per i fuorisede, una politica di maggiore incisività sul tema degli affitti e del mercato nero deve rappresentare una priorità per la Giunta comunale.

    Servono politiche coordinate tra le università baresi e il Comune per monitorare la situazione della disponibilità di alloggi, dare supporto legale e non agli studenti che si trasferiscono a Bari, promuovere le forme contrattuali più agevoli, e non reprimere il mercato nero colpendo gli studenti, che sono le vere vittime di un sistema di illegalità che li priva di diritti e tutele sulla casa.

     

    Promuovono:

    Collettivo di Lettere e Filosofia

    Coordinamento Studentesco

    Mutua Studentesca

    Unione degli Studenti

    Unione degli Universitari

    Università Democratica

     

    Aderiscono:

    Giovani Comunisti

    Giovani

    MargheritaSinistra Giovanile
    November 01

    Discussione su RIUNIONE IN TAVERNA VIA NICOLAI BARI

     

    Citazione

    RIUNIONE IN TAVERNA VIA NICOLAI BARI
    RIUNIONE IN TAVERNA VIA NICOLAI BARI
    Tenuto da: COORDINAMENTO STUDENTESCO
    Data e ora: venerdì 2 novembre 2007 alle 18.30
    Nome località: TAVERNA VIA NICOLAI
    Visualizza l'evento su Windows Live Spaces
    October 13

    dopo la conferenza stampa del 13 ottobre, comunicato stampa

    Oggi 13 ottobre 2007

    Noi  studentesse e studenti del coordinamento studentesco abbiamo tenuto una conferenza stampa per comunicare le nostre proposte dopo il 12 ottobre..

    Non solo abbiamo anticipato la nostra adesione effettiva alla manifestazione a Roma del 20 ottobre ma abbiamo ribadito la nostra partecipazione, in modalità da definire nel corso delle nostre assemblee collegiali, alla giornata di mobilitazione nazionale del 17 novembre.

    Abbiamo ribadito le nostre esigenze quali appunto soluzioni in ogni specifica scuola, toccando ogni tema espresso negli scorsi comunicati stampa,

     Superamento della disgregazione giovanile , Spazi Sociali, Corsi di recupero gratuiti e obbligatori in ogni scuola, miglioramento strutture scolastiche e di ciascuno strumento in essa presenti.(banchi, sedie,attrezzature,..ecc)

    Per quanto riguarda le nostre proposte chiediamo risposte chiare circa la carta di cittadinanza studentesca intesa appunto come reddito indiretto all’Assessore alla Pubblica Istruzione e spazi sociali al Sindaco Emiliano.

    Inoltre riteniamo opportuno che siano create convenzioni per gli studenti in relazione al prezzo degli abbonamento dei migranti del sapere, quali appunto i pendolari.

    Ogni nostra proposta è finalizzata alla creazioni di contingenze tali da permettere agli studenti e alle studentesse l’accesso al sapere a 360 gradi.

    Siamo molto rammaricati circa i casi di pestaggio e di atti vandalici, ma purtroppo sono casi che difficilmente è possibile prevedere e bloccare.

    Siamo fieri della forte partecipazione degli studenti e delle studentesse poiché ci permette di ritenere il nostro autunno realmente bollente.

     

    Critichiamo il governo che ormai guida il paese in un senso unico, diverso dalle nostre aspettative.

    Abbiamo atteso un anno per poter ottenere delle svolte di sinistra e decisive eppure questo non è accaduto, visto l’articolo 5 del decreto ministeriale della riforma fioroni.

     

    Sono invitati inoltre tutti gli studenti, le studentesse e le realtà di sinistra che si occupano di formazione a Bari a partecipare alla nostra riunione lunedì 15 ottobre presso la Taverna del Maltese in via Nicolai alle ore 18.30.

     

    Il coordinamento studentesco
    October 12

    post 12 ottobre

    Siamo studentesse e studenti medi del coordinamento studentesco,

    oggi 12 ottobre siamo scesi in piazza in 5000 coinvolgendo tutte le scuole con una piattaforma tutta nostra. Abbiamo scelto di partecipare simultaneamente allo stesso corteo dell’uds poiché avevano punti in comune con la  loro piattaforma, sebbene vi fossero differenze reali circa le pratiche, i contenuti e il punto di partenza. Il coordinamento si ritiene più che soddisfatto circa la partecipazione che ha visto in piazza studenti da tutta la provincia che collaborano con la nostra rete.

     

    Rivendichiamo:

    ·        soluzioni alternative alla milizia nelle scuole che
    riteniamo invece solo un inutile temporaneo deterrente che non risolve nulla!

    ·        spazi sociali per incrementare la crescita formativa di ognuno di
    noi per mezzo del confronto e del dialogo

    ·         . corsi di recupero pubblici in ogni scuola barese per tutti coloro
            che abbiano contratto il debito formativo e abbiano la necessità di
             recuperarlo per essere ammessi agli esami di Stato

     

    ·        sedie, lavagne come quei 970 studenti del Salvemini che sin
    dall’anno scorso non possono usufruire dei mezzi banalissimi per la
    formazione.

     

    ·        Esprimiamo un chiaro no ai consigli di amministrazione e ai soldi alle private.

     

     

     

    Domani, 13 ottobre, alle ore 12.00 presso il caffè sociale casbah, in via celentano num. 64 (BA), terremo una conferenza stampa.

     

    Lunedì 15 ottobre ci vediamo presso la Taverna del maltese in via Nicolai (Bari) alle ore 18.30 per discutere e confrontarci ancora.

     

     

     

     

     

     

    Coordinamento Studentesco

    www.coordinamentostudentesco.spaces.live.com

    October 01

    MANIFESTAZIONE DEL 20 OTTOBRE

    VUOI VENIRE CON NOI ALLA MANIFESTAZIONE  A ROMA DEL 20 OTTOBRE?
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    O CHIAMACI AL 3204278417.
     
     
     
    September 30

    aggiungici ai tuoi contatti msn!!!

    aggiungici ai tuoi contatti msn:
                   coordinamento.studenti.medi@hotmail.it
    September 28

    il documento politico, CHI SIAMO?

     
    siamo studentesse e studenti med*,
    cittadine e cittadini,
    che hanno costituito un collettivo di sinistra autonomo e autogestito.
    autonomo nell'azione politico-studentesca da ciscun tipo di organizzazione
    partitica e sindacale.
    ogni scelta del collettivo riguardante tematiche sociali, politiche,
    culturali ed economiche,  è presa collegialmente.
    il collettivo è anticapitalista e antiproibizionista.
    il collettivo crede fermamente nella scuola pubblica, egualitaria ed esclude
    ogni differenza di religione, nazionalità e soprattutto stato sociale.
    il coordinamento studentesco è una rete formata da collettivi e singoli studenti e studentesse. Mantenendo ciascuno la propria autonomia, lavoriamo insieme per ottenere una forza e un'importanza reale a Bari.
    Abbiamo scelto la forma di rete perché è l'unica che permette una gestione della politica partecipata e autonoma da organizzazioni.
    Consideriamo questa pratica il percorso centrale da percorrere con particolare attenzione al valore della specificità e di ogni realtà.

    La Rete non scioglie le nostre differenze!
    Per noi questo è fondamentale perché riteniamo che nessuna rivendicazione può essere portata avanti con l'imposizione dei ragionamenti politici di un'elite e non discussi da tutti.

    Vogliamo che nella rete tutti abbiano lo stesso peso e la stessa importanza, per non cadere nella logica delle rappresentanze e che gli individui siano centrali nella rete, per realizzare veramente la partecipazione dal basso che lasci a tutti la possibilità di esprimere le proprie idee e discuterle incidendo sulla politica del coordinamento anche se non si appartiene a nessuna associazione.
    Vogliamo costruire il nostro futuro in maniera davvero partecipata e democratica, perché tutti gli studenti e le studentesse superino il loro disinteresse verso la politica nato dal principio della delega.

    Il nostro fine è realizzare davvero una scuola migliore, attenta agli studenti e alle studentesse, che li veda come soggetti centrali della partecipazione e della costruzione dei meccanismi su cui si basa, migliorando la loro vita e la loro condizione.
    Vogliamo vivere una scuola diversa, pubblica, laica, democratica, colorata, partecipata, libera e accessibile a tutti e tutte.


    Per questo vogliamo che gli studenti possano parlare di un'autoriforma della scuola, scritta da loro secondo i loro desideri e i loro bisogni. Questo perché tutte le riforme della scuola fatte sino ad ora non hanno tenuto conto dei soggetti fondamentali che ci vivono: gli studenti e gli insegnanti.
    Vogliamo il superamento delle logiche neoliberiste che vedono il sapere come
    una merce e la scuola come una spesa.

    Pensiamo che la scuola sia un momento fondamentale di costruzione della personalità dell'individuo, che deve formare persone mature, responsabili e capaci di intervenire nella società con un vero pensiero critico sul mondo che ci circonda.
    Per questo pensiamo che la scuola debba essere un ambiente che ripudia la violenza come forma di interazione tra le persone.

    Vogliamo:
    •   l'accesso allo studio e ai saperi realmente liberi per tutti, il comodato d'uso per i libri di testo, trasporti gratuiti per tutti gli studenti, libero accesso ai musei e alle mostre.
    •   una scuola pubblica radicata sul territorio come uno dei primi obiettivi dello stato e la cessazione i finanziamenti alle scuole private e paritarie.
    •   la rimessa in discussione dei meccanismi di valutazione, dei programmi scolastici, della lezione frontale.
    •   l’eliminazione della selezione che la scuola fa a 13 anni, nella scelta della scuola superiore, e all'università, dove i corsi occupano troppo tempo impedendo agli studenti lavoratori di frequentare l'università come i non lavoratori.
    •   tutti i servizi offerti dalla scuola gratuiti e la costituzione, come in Inghilterra,un salario sociale per gli universitari.
    •   una scuola pubblica, davvero aperta a tutti e tutte, che sia un luogo di incontro interculturale, di formazione, di partecipazione, una scuola che garantisca veramente a tutti e tutte il diritto allo studio.

    Vogliamo la scuola della diversità e dell'incontro, vogliamo la scuola degli studenti e delle studentesse.

    September 27

    Una maglietta o un nastro rosso in sostegno della Birmania

     
     
    ROMA - Una maglietta o un nastro rosso in sostegno della Birmania. E' la parola d'ordine che corre sui blog e sui cellulari, una catena di sms per un gesto di solidarietà a favore dei monaci buddisti e del popolo birmano.

    Questo è l'invito che sta circolando in queste ore via sms: "In support of our incredibly brave friends in Burma: may all people around the world wear a red shirt on Friday, September 28. Please forward!" (a sostegno dei nostri amici incredibilmente coraggiosi in Birmania: venerdì 28 settembre indossiamo tutti quanti, in tutto il mondo, una maglietta rossa).

    Un testo analogo in lingua italiana circola anche nei blog: "Venerdì 28 settembre indossiamo una maglia rossa. Chiunque legga questo messaggio lo trasmetta a quante più persone sensibili a questo gravissimo problema gli sarà possibile. GRAZIE DI CUORE". 

    Un nastro verrà consegnato questo pomeriggio dagli studenti anche al ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, che interverrà alla manifestazione.

    La sezione italiana di Amnesty International, con l'obiettivo di mobilitare opinione pubblica e governi, ha indetto due sit-in a Roma e a Milano e ha lanciato un appello on line in favore di un gruppo di parlamentari, monaci e artisti arrestati nelle ultime ore a Yangon, a Mandalay e in altri centri del paese.

    I sit-in - si legge in una nota dell'organizzazione - si svolgeranno domani a Roma (dalle 17.30 di fronte all'ambasciata del Myanmar, in via della Camilluccia 551) e sabato a Milano (dalle 16.30 in piazza della Scala).

    (27 settembre 2007)
    September 25

    e il documento politico?

    il nostro documento politico è in fase di elaborazione, lo stiamo creando in modo completamente orizzontale..assemblea dopo assemblea.
    a presto aggiornamenti.
    se vuoi contribuire partecipa alle nostre riunioni.
     
    per info:
    Gabriella 3204278417